Città in tavola: Melbourne

Pubblicato il 01.04.2007

 

La capitale australiana della gastronomia è lei: Melbourne. I suoi abitanti, orgogliosi dei loro fantastici locali, amano concedersi il piacere di gustare cibi freschi e piatti etnici provenienti dal mondo intero.

Una viuzza stretta e lunga solo pochi metri, un microcosmo gastronomico. Presso il Coffee Shop, il barista italiano fa sbuffare la sua macchina da caffè. Nel ristorante giapponese dita agilissime arrotolanomaki sushi e dietro all’angolo si gustano pizze multietniche, come ad esempio la versione thailandese con sweet chili chicken e zenzero, oppure quella russa con patate, pancetta e panna acida. Lungo le laneways, le popolarissime strade pedonali di Melbourne, i ristoranti si susseguono a un ritmo incredibile. A Federation Square, dove modernissimi grattacieli in vetro e acciaio convivono con maestosi edifici di stile vittoriano, oppure lungo le sponde del fiume Yarra, nel quartiere dell’arte di Southbank, sulle terrazze dei ristoranti non c’è una sedia libera. Due passi in città bastano per capire che gli abitanti di Melbourne sono ottime forchette!

Gli australiani discendono perlopiù dagli inglesi, ma si nutrono molto meglio. Perché? Sono ormai trascorsi duecentoventi anni dallo sbarco sul quinto continente dei primi prigionieri inglesi esiliati e nel frattempo l’Australia ha accolto emigrati provenienti da ogni parte del mondo. I primi a giungere sono stati i greci, gli italiani e gli spagnoli, poi sono arrivati gli ebrei dell’Europa dell’Est e i marocchini, e recentemente una moltitudine di asiatici. Tutti questi popoli si sono portati in valigia i loro piatti preferiti. La giovane cucina australiana è una fusione di tutti questi influssi, soprattutto mediterranei e asiatici. Nei vari quartieri di Melbourne, l’aria profuma delle terre d’origine dei vari chef: i classici dim sum si gustano in Little Bourke Street a Chinatown, per la zuppa di tagliatelline cinesi come a Ho Chi Mihn City si va in Victoria Street, nel quartiere vietnamita di Richmond, e le migliori tapas spagnole sono quelle di Johnston Street a Fitzroy. A Acland Street, nel quartiere St. Kilda, le pasticcerie fondate dagli ebrei provenienti dall’Europa dell’Est propongono tuttora golosi cheesecake polacchi, torte Sacher e Dobos ungheresi.

Spazio alla creatività

Quest’atmosfera multietnica è stimolante. «Camminando per le strade», racconta Teage Ezard, «trovo l’ispirazione ovunque. Un piatto che nasce dopo una passeggiata in città contiene un pizzico di Thailandia, uno spruzzo di Cina e una punta di coltello di Malesia, ma il tutto è australiano.» Dai fornelli dell’omonimo ristorante, Ezard ha conquistato le alte sfere gastronomiche di Melbourne. La sua arte è un perfetto esempio di giovane cucina australiana con influsso asiatico. Periodicamente egli si reca in Asia, dall’Indonesia alla Cina, in cerca di nuove ispirazioni nei ristoranti locali. «Mi piace cucinare specialità asiatiche, proprio perché mi piace mangiarle», spiega il trentanovenne. E prosegue: «I piatti vivono delle loro complesse alchimie di sapori così come del gioco delle varie sensazioni trasmesse dalla struttura e dalle caratteristiche dei cibi. E questo lascia ampio spazio alla creatività e alla sperimentazione!» Specialità quali l’insalata di manzo agro-piccante sono d’ispirazione asiatica, ma hanno seguito un’evoluzione creativa per essere in sintonia con lo stile gastronomico modern australian, chiamato anche Mod Oz: si attingono le idee nella grande zuppiera della cucina globale, per poi preparare la propria minestra. La base potrebbe quindi essere asiatica, come da Ezard,ma anche italiana come da Stokehouse nel quartiere St. Kilda, dove regna lo chef di cucina Anthony Musarra, figlio di un emigrante siciliano. Una serata trascorsa nel suo locale racchiude tutta la magia di una vacanza: dalle immense vetrate, lo sguardo si tuffa direttamente nel mare.

Melbourne è anche questo: una rilassata atmosfera da spiaggia, una terrazza ricoperta di tavole di legno sbiadite dall’acqua salata e una cucina mediterranea, semplice e genuina. Musarra: «Non amo i menu complicati» Per lui, il complimento più bello è sentirsi dire: «Mmmmhhh, che bontà!» Chi ama la semplicità, può spingersi anche un po’ più avanti, fino al Café Soulmama, un ristorante vegetariano dove una clientela prevalentemente giovane assapora gustosi chutney di verdure, croccanti insalate e freschissimi succhi di frutta.

Capitale gastronomica australiana

Dopo aver passeggiato per qualche giorno tra le strade di questa città, è facile capire perché gli abitanti vengano considerati i migliori buongustai d’Australia. La città cosmopolita, situata all’estremità meridionale del continente, è anche la capitale gastronomica dell’Australia, un’evidenza ormai riconosciuta anche da Sydney. La rivalità tra le due città è nota a tal punto da essersi meritata persino una sigla: «MSR» – Melbourne-Sydney-Rivalry. Persino il grande cuoco inglese Jamie Oliver, star televisiva dei fornelli, ha scelto Melbourne per aprire il suo primo locale australiano. Dallo scorso autunno, il suo Fifteen è uno degli indirizzi più gettonati della città. Anche lo chef di cucina Tobie Puttock segue un orientamento mediterraneo, con una personalissima «nota Oze». Un esempio? Tartare di tonno con cannella. Particolare… fantastico!

Ma lo show gastronomico più imponente viene presentato ogni sera dal ristorante Vue de monde. Sulle casacche da cuoco, gli «attori» indossano grembiuli a righe bianche e blu, hanno le braccia tatuate e i capelli scolpiti dal gel. Ma i veri protagonisti sono i cibi e gli allestimenti. Dietro al buffet, da un beccuccio la purea di patate cade leggera ed elegante a spirale sui piatti, mentre mani esperte rivestono con grazia una triglia di scaglie di carote. Un terzo cuoco drappeggia un dessert a strati in un bicchiere, prima di proporre ai clienti le sue fragole, panna e un tocco di teatro. I clienti assistono dal vivo a questo spettacolo, un invito al piacere, in tutti e per tutti i sensi! «Non vogliamo proporre ai nostri clienti semplicemente un piatto, vogliamo offrire loro un’emozione, un’esperienza», spiega lo chef di cucina Shannon Bennett. Un’idea vincente: recentemente il quotidiano di Melbourne The Age ha eletto questo tempio dedicato all’arte culinaria «Ristorante dell’anno 2007». «Classica cucina francese interpretata in chiave moderna, arricchita con influssi del mondo intero e ovviamente preparata con i migliori ingredienti australiani», ecco lo stile di Shannon Bennett, trentuno anni, sei dei quali trascorsi nelle grandi cucine d’Europa.

Quasi esclusivamente prodotti australiani

Ed eccoci finalmente giunti a uno dei maggiori punti di forza della cucina australiana: l’eccezionale qualità dei suoi ingredienti! Quasi tutto viene prodotto in casa, viste le severissime disposizioni di quarantena che limitano fortemente le importazioni. Dalle coste dell’Australia giungono pesci e crostacei freschissimi, le pianure sconfinate offrono un habitat ideale per il pascolo delle mucche e l’allevamento del pollame all’aria aperta. Frutti esotici quali mango e papaia, verdure ed erbe asiatiche non devono affrontare lunghi viaggi in mare: arrivano direttamente dalle fattorie del Queensland e dai Northern Territories, dove si registrano temperature tropicali.

D’accordo, abbiamo capito che si mangia bene, ma come si beve? I vini australiani hanno ormai raggiunto qualità e fama mondiale. Ai margini della città di Melbourne, si trovano alcuni tra i migliori vigneti del Paese. Uno di questi è situato sulla penisola di Mornington: mentre lungo le spiagge surfisti e vacanzieri si godono il mare e il sole, nell’entroterra si produce un pinot nero delicatamente fruttato e uno shiraz abboccato. Un’altra zona ricca di vigneti è la Yarra Valley, con le sue trenta aziende vitivinicole, molte delle quali accolgono con gioia i visitatori. È il caso della Yering Station a Yarra Glen, un gioiello architettonico in vetro e acciaio in mezzo alla natura. Dal ristorante, la vista spazia fino all’orizzonte. Nel bicchiere, un viognier dorato, sul piatto un’opera d’arte di baby snapper, granchi, manghi e nettarine – tutto rigorosamente «made in Australia»!

Osservazioni sui diritti d'autore

Testo: Patricia Bröhm, Foto: Anita Back

Social Bookmarks

|

Ricette di Melbourne

Mete di viaggio

Vue de Monde

Normanby Chambers, 430 Little Collins Street, City, Melbourne

Tel. 9691 3888. Ma-ve mezzogiorno e sera. Piatti a mezzogiorno ca fr. 38.–, menu serale di degustazione da fr. 98.–. Shannon Bennett è considerato lo chef più virtuoso della città. Una serata al ristorante Vue de monde è molto più di un’esperienza per il solo palato.

Visita la pagina »

Ezard

187 Flinders Lane, City, Melbourne

Tel. 9639 6811. Lu-ve mezzogiorno e sera, sa sera. Piatti principali da fr. 36.–. Teage Ezard cucina anche nel ristorante Australian freestyle e ama ispirarsi alle cucine del sudest asiatico.

Visita la pagina »

Fifteen

115–117 Collins Street (George Parade), City, Melbourne

Tel. 1300 799 415. Lu-ve mezzogiorno e sera. Menu serale di sei portate a fr. 87.–. Il locale «che mette di buon umore», di Jamie Oliver, sostiene i giovani disoccupati. Per cenare occorre prenotare settimane in anticipo.

Visita la pagina »

Hotel Spencer

475 Spencer Street, West Melbourne

Tel. 9329 5111. Aperto giornalmente do-ve. Piatti principali da fr. 19.–. Il ristorante, con una sala da pranzo in stile art déco, offre una buona cucina a prezzi accessibili.

Visita la pagina »

Yering Station Wine Bar

38 Melba Highway, Yarra Glen, Melbourne

Tel. 9730 0100. Aperto giornalmente a mezzogiorno. Piatti principali per ca fr. 30.–. Uno dei migliori vigneti situato alle porte della città nella Yarra Valley.

Visita la pagina »

Stokehouse

30 Jacka Boulevard, St. Kilda, Melbourne

Tel. 9525 5555. Aperto giornalmente. Piatti principali da fr. 29.–. Cucina d’ispirazione mediterranea servita in un locale restaurato degli anni Venti, un tempo club di surfisti, con sensazionale vista sul mare.

Visita la pagina »

Soulamama

St. Kilda Sea Baths, Shop 10, 10 Jacka Boulevard, St. Kilda, Melbourne

Tel. 9525 3338. Aperto giornalmente da mezzogiorno. Piatti principali a ca fr. 17.–. Caffè semplice con terrazza sulla spiaggia.

Visita la pagina »