Città in tavola: Miami

Pubblicato il 29.11.2011

 

Nella rinomata città dello stato più meridionale degli USA, la comunità esule cubana costituisce circa un terzo della popolazione. Grande è l’influenza sulla cucina locale. Gita prenatalizia attraverso il quartiere cubano.

Persino la fuga e la disperazione hanno un lieto fine di piacere a Miami, come testimoniano i cubani che ci vivono. Nessun altro gruppo etnico caratterizza la cucina della città sull’Atlantico più di quello cubano. E questo lo si può sentire soprattutto nel periodo natalizio. Invece del profumo degli abeti addobbati, in molti quartieri aleggia un profumo di arrosto di maiale più intenso del solito: «A noi cubani piace il maiale cucinato in tutti i modi», afferma Douglas Rodriguez, chef di grido di Miami. In umido, arrosto, fritto o intero. «Tradizionalmente, si scavavano delle buche, ci si metteva il maialino da latte, lo si ricopriva di brace e lo si lasciava cuocere fino al cenone di Natale di mezzanotte», aggiunge il cuoco, figlio di immigrati cubani. Oggi, la caja china, una griglia per barbecue a forma di cassa progettata da un amico di Rodriguez, fa parte dell’attrezzatura di cucina di base di ogni famiglia cubana a Miami. Come impone l’usanza, si macella il maialino il 23 dicembre e lo si fa marinare per 24 ore nel mojo, una salsa a base d’aglio e agrumi. Questo è un lavoro da uomini, mentre le donne preparano i dolci per festeggiare la Noche Buena, la vigilia di Natale: budino di patate dolci, rumcake e i buñuelos, soffici frittelle con sciroppo di zucchero.

La riviera americana che attira

Dalla rivoluzione nella propria patria nel 1959, migliaia di cubani sono migrati a Miami, che nel frattempo ospita la più numerosa comunità cubana al di fuori dell’isola socialista. Circa il 30 percento degli immigrati proviene da lì. Non c’è da meravigliarsi che essi si siano stabiliti proprio a Miami. Cuba, infatti, si trova a soli 366 km di distanza. E la riviera americana esercita da quasi cent’anni una forte attrattiva, anche per chi ha il portafoglio più gonfio della maggior parte degli immigrati. Ma chi potrebbe biasimare i ricchi e famosi come Billy Joel o Jennifer Lopez, che qui si sentono davvero a proprio agio, con una temperatura media di 25 gradi, spiagge e vita notturna senza pari.

I sapori del cibo cubano

Per mantenere addominali scolpiti e glutei a prova di bikini il cibo cubano non è certo il più adatto. Gli esperimenti fusion con la dieta di South Beach a basso contenuto di carboidrati sono risultati vani. Ma non la cucina fusion come tale: «Un cubano riconoscerebbe molti dei piatti sui nostri menu, ma non il loro sapore», spiega Rodriguez. A lui si attribuisce la creazione della nuevo latino cuisine, la nuova cucina latino-americana. A Miami Beach, lo chef 46enne impera sui ristoranti a tre stelle, che dimostrano in modo particolarmente prelibato cosa egli intenda: «Qui abbiamo accesso a prodotti molto più freschi e di miglior qualità rispetto a Cuba. Perciò il carattere di una pietanza cambia totalmente». Così, Rodríguez trasforma la manioca, che sull’isola si mangia solo come purea, in gnocchi vellutati che serve con una gustosa salsa ai funghi.

Per avere un assaggio dei vari aromi e dei molti piatti, ci si deve recare a Little Havana. In questo quartiere situato nei pressi del distretto finanziario nel cuore di Miami non vige l’atmosfera frizzante di Miami Beach. Qui si snoda la calle Ocho – l’ottava strada – la tipica via caratterizzata dalla comunità esule cubana. Qui, ogni giorno, nel leggendario Domino club del parco Maximo Gomez gli uomini, ed esclusivamente loro, si dedicano a questo gioco. Nei pressi, fabbriche di sigari cubani si alternano a negozi di ogni genere.

E quasi ovunque si può mangiare. Per esempio, in locali nostalgici come il Versailles, che con il suo mix di stile kitsch e specchi è diventato un’istituzione, che da quarant’anni serve ai cubani, che soffrono di nostalgia, e ai turisti piatti sostanziosi molto popolari quali riso e fagioli e masas de puerco fritas, bocconcini di maiale fritti. E chi non ha un grande appetito può limitarsi a un cafè cubano, un espresso molto zuccherato, servito alla tipica finestrella take-away della Versailles Bakery, ascoltando gli habitué che inveiscono contro Fidel Castro.

Il regno di hamburger e patatine

Si può anche fare una capatina al El Rey De Las Fritas, alcuni isolati più a nord. Questo locale a conduzione familiare è stato a ragione denominato il re degli hamburger cubani di Miami. Mama Angelina Gonzales e la figlia Mercedes si accertano di utilizzare solo gli ingredienti più freschi per questa creazione culinaria guarnita da patatine fritte sottili come lacci. Il pane è preparato appositamente per El Rey, la miscela di spezie nella carne e nella salsa è segreta, e gli ospiti sono così entusiasti da ordinare in media due e, in casi eccezionali, addirittura dieci fritas in una volta. Il signore che tutti i venerdì si concede il gigantesco pasto trascorre due ore nel simpatico locale.

A differenza dei loro frenetici compatrioti americani, una volta seduti al tavolo di un bar o di un ristorante, i cubani di Miami non si alzano tanto facilmente. Al Tinta Y Café di Neli Santamaria, alla fine della calle Ocho, trattenersi a lungo fa parte del programma. In realtà, l’oriunda cubana che nel 1960, all’età di sette anni, si trasferì a Miami con la propria famiglia, è famosa per le sue interpretazioni dei sandwich cubani. Ad esempio, ha trasformato il Medianoche (il sandwich di mezzanotte) in La Noche Entera (il sandwich per tutta la notte), una creazione di prosciutto, arrosto di maiale, formaggio e sottaceti racchiusi in un panino imburrato tipo brioche. è il flan fatto in casa, pura cremosità di vaniglia e caramello. «Da noi non ci sono né tovaglioli inamidati né Internet», afferma Neli Santamaria, «ma letteratura, arte, musica e un pubblico disposto ad animate chiacchierate.»

Un drink con James Bond

Se dopo le sostanziose pietanze e dessert ci si vuole concedere un bicchierino in stile cubano, ci si può recare al Bleau Bar del Fontainebleau, l’albergo più imponente e costoso di Miami Beach, dove è gradito l’abito da sera. Un tempo, in questa oasi del lusso, James Bond batté Goldfinger a gin rummy. Oggi, sul bancone blu scintillante, Hector Jimenez shakera in lungo e in largo i cocktail più squisiti. Mentre fuori le ultime luci del giorno si rifrangono sull’Atlantico, il capo barista decora accuratamente con cinque mirtilli e foglie di menta il Bleauberry Mojito, il drink della casa. A ogni sorso dal bicchiere ghiacciato aumenta la gioia dell’attesa del Natale cubano e del suo sontuoso maiale grigliato.

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Testo: Michael Lütscher | Foto: Hans Schürmann

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Ricette di Miami

Mete di viaggio

Mangiare e bere 1 I De Rodriguez

Cuba on Ocean 101-B Ocean Drive, Miami Beach

tel. (305) 672 6624, Il ristorante più recente del cuoco star di Miami Douglas Rodriguez. Nuova cucina latino-americana con influenze cubane. Prezzi: alti.

2 I Versailles Restaurant

3555 SW Eighth St, Miami

tel. (305) 444 0240, Un’istituzione culinaria che offre una cucina cubana sostanziosa e originale e molto kitsch. Prezzi: medi.

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3 I El Rey De Las Fritas

1821 SW Eight St, Miami

1821 SW Eight St, Miami, tel. (305) 644 6054, Il re di Miami degli hamburger cubani. Da provare assolutamente anche i succhi appena spremuti e i frappé. Prezzi: bassi.

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4 I Tinta y Café

268 Calle Ocho, Miami

tel. (305) 285 0101, Le migliori reinterpretazioni dei sandwich cubani e dei dessert. Rinunciarvi sarebbe un peccato. Prezzi: bassi.

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5 I David’s Café

1058 Collins Avenue, Miami Beach

tel. (305) 534 8736, Simpatico caffè con vasta carta di specialità cubane, 24 ore per fare colazione e gustare le specialità del giorno. Buon punto di partenza per fare una passeggiata attraverso l’Art Deco District. Prezzi: bassi.

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6 I Bleau Bar, Hotel Fontainebleau

4441 Collins Avenue, Miami Beach

tel. (305) 538 200, Elegante bar a Miami situato nell’hotel più esclusivo. Alle 23 apre le porte il nightclub LIV, un locale che attira moltissimi VIP. Prezzi: alti.

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Shopping 7 I El Palacio de los Jugos

5721 West Flagler Street, Miami

tel. (305) 264 4557. La località non è molto allettante, ma i posti dove mangiare e sorseggiare succhi freschi e la vasta offerta di cibi latino-americani (provate le banane fresche da cuocere e le chip di manioca!) attirano da anni gli amanti della cultura gastronomica di Miami.

Dormire 8 I The Hotel

801 Collins Avenue, Miami Beach

tel. (305) 531 3222 Situato al centro dell’Art Deco District, il piccolo hotel dispone di personale molto gentile. I prezzi sono onesti. Stanza doppia a partire da 165 dollari.

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