Città in tavola: Bruxelles

Pubblicato il 01.03.2009

 

Per i bruxellesi sedersi a tavola è un rito che celebra i prodotti freschi di prima qualità – e i piatti generalmente belli abbondanti.

Ufficialmente a Bruxelles il bilinguismo regna sovrano. In realtà il francese sembra dominare, mentre il fiammingo si sente talvolta nei vecchi quartieri popolari. Anche se il baratro tra fiamminghi e valloni francofoni è profondo, le due tradizioni culinarie si fondono a meraviglia dando vita a un mix gastronomico di piatti rustici e raffinati, in cui i prodotti locali contano e la loro freschezza è garantita anche dalla brevità dei tragitti percorsi.

In nessun altra metropoli europea sono presenti così tanti ristoranti di prima categoria come nella capitale belga. I 150 000 abitanti, che superano il milione calcolando anche l’agglomerato urbano, amano mangiar bene e tanto. La città è ricca di caffè, bistrot, brasserie e ristoranti che intavolano di tutto. Nei caffè si può bere birra, e pare ve ne siano più di mille tipi.

Aria di mare del nord

Intorno a Piazza Santa Caterina, nel quartiere in cui un tempo si teneva il mercato del pesce, le insegne luminose al neon, raffiguranti pesci e aragoste stilizzate, svelano quali sono i piatti tipici che propongono i piccoli ristoranti situati nei vecchi edifici medioevali. Il pesce fresco ha per tradizione un ruolo importante, e poi il Mare del Nord è piuttosto vicino.

Anche nel moderno ristorante Le Fourneau, con vista sulla chiesa di Santa Caterina, il menu è caratterizzato da pescato. I clienti, seduti al lungo bancone possono osservare i maître Pierre Godart e Laurent Fauquet mentre si affaccendano ai fornelli. Qui si possono ordinare diverse minipietanze oppure si può scegliere un menu surprise composto di quattro-sei miniportate. Le sottili fettine di capesante scaldate brevemente si sciolgono in bocca. I gamberoni giganti avvolti nella pastella croccante, accompagnati da delicati funghi di bosco formano una combinazione perfetta. Lo stesso per il piccolo filetto di manzo della Simmental servito con un soffice e cremoso purè di patate. «Il pesce freschissimo è il nostro segreto. Cerchiamo di ordinare la maggior parte dei prodotti nelle regioni circostanti e siamo riforniti giornalmente», afferma Fauquet. Godart aggiunge: «La nostra non è una cucina spettacolare, non vi sono salsette e ghirigori. Quindi poco interessante per la guida Michelin.» Ma ciò che qui conta sono le lodi dei clienti e il premio conferito da un gruppo di gastro-giornalisti di Bruxelles del 2008.

Anche nel ristorante Belga Queen, il pesce è il protagonista principale. Lo chef Philippe Lartigue lo ama sia cotto sia crudo. Il suo menu di mezzogiorno propone merluzzo con spinaci, croccanti pezzetti di verdura e dadini di pomodoro, un piatto semplice e leggero molto apprezzato da uomini e donne d’affari impiegati nei palazzi vicini. Lartigue cucina piatti di stagione. «Voglio far notare che il Belgio è un paese ricco di prodotti freschi», afferma. Il Belga Queen si trova nella sala di un palazzo che un tempo era adibita a banca. L’arredatore d’interni Antoine Pinto ha trasformato quello spazio in un ristorante: il foyer della banca è diventato un bar in cui gustare ostriche e l’antica stanza del tesoro è stata trasformata in una lounge per fumatori.

Patatine fritte due volte

La calligrafia di Pinto caratterizza anche i ristoranti situati all’interno del museo delle Belle Arti. Nelle due ale dell’edificio si trovano il caffè del museo e la brasserie. Nell’elegante sala del caffè, il cui servizio è lasciato ai clienti, ogni cosa è di prima categoria. All’interno della brasserie, sotto un enorme lampadario a corona nero, a pranzo e cena si riunisce una clientela internazionale. Al capocuoco Jean-Philippe Krier e alla star dei fornelli Peter Goossens, si deve la filosofia dei due ristoranti, ora messa in pratica con raffinatezza. La sua tartare di manzo con patatine fritte è un vero fuoriclasse. Per questo tipico menu belga il cuoco usa solo carne di animali da pascolo locali. «I clienti vengono da lontano e ritornano sempre», afferma compiaciuto. «Per la nostra cucina classica utilizziamo solo i prodotti migliori.» La tartare è ricca di gusto e le patatine fritte sono belle croccanti perché «le friggiamo due volte in grasso di manzo», come si conviene al piatto nazionale belga.

Per assaggiare un’altra specialità belga, le gaufres, cialde dette anche wafer, vale la pena di fare un giro sotto le vetrate che ospitano le gallerie St. Hubert, un gioiello architettonico della città costruito nel 1846. Il caffè Vaudeville, situato al centro della galleria, è diventato un classico luogo d’incontro. Qui lo chef Christophe Lagadec serve le sue cialde appena sfornate, e non solo quelle tradizionali dolci, ma anche salate con formaggio di capra, gamberetti, salmone o fegato d’oca. Il tutto annaffiato con della birra scura locale, contenente 10 percento di alcol. «La mia è la cucina tipica di una brasserie ma con elementi innovativi», afferma Lagadec proponendoci carne di manzo con salsa alla birra e agli spekulatius.

Tintin in Pasticceria

A Bruxelles gli spekulatius, i biscotti dal gusto tipico di zucchero greggio candito, noce moscata e cannella, non si gustano solo durante le feste di Natale, bensì tutto l’anno. Questi biscotti esistono in tutte le forme e grandezze, e nella città di Tintin anche nella forma dei personaggi dei fumetti. Anche in questo caso la freschezza è un criterio assoluto. La casa Dandoy, con le sue numerose filiali e la casa madre situata vicino alla Grand Place, produce spekukatius dal 1829.

Altrettanto famoso il cioccolato belga. Per sapere qual è il migliore, conviene fare un giro in Place du Grand Sablon. Non tralasciate la ricca pasticceria Neuhaus, che ha addirittura radici svizzere. Il suo fondatore fu il farmacista svizzero Jean Neuhaus, che usava ricoprire di cioccolato le amare pillole.

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Testo: Barbara Züst, Foto: Marvin Zilm

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Ricette di Bruxelles

Mete di viaggio

Le Fourneau

Place Sainte-Catherine 8

+32 (0)2 513 10 02, ma-sa mezzogiorno e sera. Pietanze semplici ma raffinate à la minute per palati esigenti, preparate sotto gli occhi dei clienti. Prezzi: piuttosto cari.

Belga Queen

Rue Fossé aux Loups 32

+32 (0)2 217 21 87, tutti i giorni 12-14.30 e 19-24. Brasserie di un certo livello situata negli spazi di una vecchia banca. Non lasciatevi sfuggire le porte in vetro delle toilette, che si scuriscono dopo essere state chiuse. Prezzi: caro la sera, più economico a mezzogiorno.

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Café du Vaudeville

Galerie de la Reine 11

Galeries St. Hubert, + 32 (0)2 511 23 45, tutti i giorni 9-24, domenica fino alle 20. Birra, vino, caffè, tè, specialità belghe e internazionali, da assaporare in una delle quattro sale arredate con stile. Prezzi: medi.

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Brasserie e Caffè del Museo

Place Royale 3

Musées Royaux des Beaux-Arts, +32 (0)2 508 35 80, Caffè del Museo: ma-do 10-18; Brasserie del Museo: aperta tutti i giorni 11.30-14.30 e 18.30-24 Uhr. Sale signorili trasformate in apprezzati luoghi di incontro dall’estro di un designer d’interni. Prezzi: elevati nella brasserie, economici nel caffè self-service.

ComoComo

Rue Antoine Dansaert 19

+32 (0)2 503 03 30, tutti i giorni 12-14.30 e 19-23. Divertimento per le famiglie: tapas basche su nastro trasportatore. Ricca scelta di vini spagnoli. Prezzi: economici.

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L’Ultime Atome

Place Saint Boniface 14

+ 32 (0)2 511 13 67, tutti i giorni 11-0.30. La simpatica brasserie situata tra il cuore della città e il quartiere in stile liberty Ixelles propone 96 tipi di birra. Locale di quartiere con clientela mista. Prezzi: piuttosto economici.

Dandoy

Rue au Beurre 31

Speziati spekulatius, sfornati giornalmente.

Neuhaus, Wittamer, Godiva, Marcolini

Place du Grand Sablon

Le filiali del rinomato chocolatier si trovano tutte intorno alla Place du Grand Sablon.

Fromagerie Catherine

Rue du Midi

All’angolo tra Rue du Midi e Rue des Pierres. Qui si trova una vasta scelta di formaggi, salsicce e paste.

Mercato delle pulci e antichità

Rue Haute

Rue Haute e Place du Jeu de Balle nel quartiere di Marolles. L’offerta è strabiliante. Ed esistono ancora le trouvailles.